E78, quindi?

Scusate il ritardo, ma non sempre riesco a rispondere battuta su battuta ai nuovi colpi di scena che, da qualche settimana, ruotano intorno alla questione E78 (o Fano-Grosseto come qualcuno si azzarda ancora a chiamarla).

L’ultima sembra essere la nuova dichiarazione del presidente di Giunta Regionale Luca Ceriscioli che parla di un nuovo tracciato e un miliardo di euro per realizzare la Fano-Grosseto entro il 2020. Dichiarazione fatta dopo un incontro col viceministro Riccardo Nencini; lo stesso viceministro che lo scorso aprile, sulla Fano-Grosseto, affermava che non c’era nessun passo indietro del Governo e dava rassicurazioni sul fatto che la E78 avrebbe continuato il suo percorso di realizzazione.

Oltre a sperare che, per il nostro bene, Nencini smetta di seguire la questione E78, vorrei capire di preciso di cosa abbiamo cominciato (o ricominciato a parlare) leggendo gli articoli di giornale che abbiamo a disposizione.

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Elencando brevemente per punti

  1. La società Centralia sparirà al più presto e pure l’idea di investimenti privati è sparita.
  2. Verrà trovato un miliardo e che tutta la progettazione sarà affidata ad Anas.
  3. Fine lavori prevista per il 2020.
  4. In pratica l’idea progettuale iniziale verrebbe confermata solo per il tratto che va da Mercatello alla E45 e che su tutto il resto del tracciato (da Mercatello a Canavaccio) l’Anas lavorerà sulla viabilità esistente. Il raddoppio della Guinza è stimato in 400 milioni di euro.

Ci sono molte cose che non tornano. La prima è che se si vuole fare il raddoppio della galleria della Guinza si scordino pure l’apertura entro il 2020. Ma nessuno si ricorda di quanto ci hanno messo per fare il primo traforo?

Sull’utilità della seconda canna ci torno dopo, ma voglio concentrarmi su questo paradosso: che senso ha fare una strada a quattro corsie dalla E45 a Mercatello e poi scaricare tutto sulla SS 73 bis e la SP 4 proprio nel punto in cui il traffico è maggiore? Chi passa negli orari di punta tra Sant’Angelo e Fermignano sa bene di cosa sto parlando.

Qualcuno della regione e dell’Anas ha mai visto le circonvallazioni di Sant’Angelo, Urbania e Fermignano? Lì il traffico dove passerebbe? Si farebbe una circonvallazione della circonvallazione (per poi magari urbanizzare anche quella, visti i precedenti)?


s.a.

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Piccola panoramica dei centri urbani e delle relative circonvallazioni di Sant’Angelo in Vado, Urbania e Fermignano (fonte Google maps)

Tornando al raddoppio della Guinza, serve davvero spendere 400 milioni per una galleria che, nonostante la lunghezza, servirà il traffico locale? Perché di fatto se si utilizzerà il resto dell’esistente da Mercatello a Canavaccio (o Bivio Borzaga, se decidessero di fare l’unico lotto davvero cantierabile come auspicato anche dall’ex deputato Oriano Giovanelli) servirà alle popolazioni locali o poco più. Ma è quel “poco più” che rischia di fare danni serissimi: creare un punto di passaggio tra Adriatico e Tirreno a due corsie per senso di marcia per poi imbottigliarsi in una già trafficata strada statale sarebbe la morte dell’alta val Metauro, altro che ripresa economica!

Se non si fa un’azione congiunta e progettata di rafforzamento lungo tutti i punti di passaggio tra Marche e Umbria (Contessa, Bocca Serriola, Guinza), ogni altra azione sarà vana, o per meglio dire, ogni altra azione danneggerà esclusivamente la valle del Metauro.

Ultime due cose sul raddoppio della Guinza, anche per cercare di togliere alcuni dubbi:

  1. Qualcuno crede davvero che col raddoppio della Guinza, per raggiungere la SS 73 bis si dovrà passare per l’attuale strada che raggiunge il traforo (e magari scendere in Umbria attraverso la stradina di Parnacciano)? Ceriscioli ha parlato che “bisogna completare il collegamento con l’E45” quindi non mi sembra proprio che si ponga la questione. Qualora questa cosa venisse davvero fatta, ci sarebbe una galleria che bypassa Mercatello e una nuova strada per scendere verso la Valtiberina.
  2. Basterebbe una sola canna per aprire al traffico bidirezionale? La risposta è si. Sarebbe un po’ costoso, ma si può fare. Basta rispettare il D. Lgs. 264/2006 qualora la strada fosse inserita nel circuito TEN, altrimenti basta il rispetto delle “Linee Guida per la progettazione della sicurezza nelle Gallerie Stradali” elaborata da Anas del 2006 ed integrata nel 2009. Qualche esempio? La galleria Sant’Antonio-Cepina (7925m) in Lombardia (anche se è composta da tre tunnel collegati da brevissimi tratti all’aperto), la galleria Sellero (5074m) inaugurata nel 2013 sempre in Lombardia, galleria Pozzano-Seiano (5137m) in Campania aperta nel 2014 dopo 32 anni dalla progettazione (c’è speranza per tutti), il Tunnel Costa di Sorreley (4725m) in Val d’Aosta e per finire la Galleria Schio Valdagno Pass (4620m) in Veneto.

Bonus: lo scorso 14 agosto ho inviato via mail a Ceriscioli e ad alcuni membri della sua giunta un’idea progettuale per l’utilizzo della galleria della Guinza. Ma posso assicurare che la mia idea è lontana dalla proposta progettuale fatta dal Presidente della Regione Marche.

Perché mi sono opposto

Domenica scorsa ho ricevuto dai Carabinieri di Mercatello la richiesta di archiviazione da parte della procura di Pesaro riguardo la vicenda che mi vedeva coinvolto contro Marche Multiservizi e alla quale avevo poi dedicato un post su Facebook.

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Dopo un primo pensiero che mi aveva portato a desistere, ho deciso, anche grazie a Peppe Dini, di andare avanti per pochi semplici motivi:

  • Non voglio legittimare un comportamento del genere, ovvero di permettere ad una azienda a maggioranza pubblica di farmi arrivare dati da me richiesti (tra l’altro in qualità di pubblico ufficiale perché mi servivano per la mia attività di consigliere comunale) dopo otto mesi per un disguido interno agli uffici.
  • Era già accaduto nel 2012 questo tira e molla tra me e MMS.  Andò a finire che anche allora ottenni i dati. Grande merito fu di Peppe Dini che grazie alla sua lettera alla Commissione Europea ottenne la possibilità di accedere a quel tipo di atti. Anche se già il difensore civico regionale mi aveva dato ragione.

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Se far perdere tempo (ripeto otto mesi) verrà ritenuto legittimo, al netto del fatto che tutti i tempi per la risposta al mio accesso agli atti erano scaduti (e proprio su questo si basa la mia querela), io avrò comunque l’obbligo morale di ritenerlo un precedente non ammissibile, querela o no.

Inoltre, credo che si debba cominciare a dare più importanza ai reati amministrativi, sebbene questi prevedano pene meno severe di altri reati. Se lo si cominciasse a fare da subito, l’Italia potrebbe davvero diventare un paese migliore, magari non di molto, ma certamente migliore di quello che abbiamo adesso.

Il 28 settembre ci saranno le elezioni provinciali. Tranquilli, voi non votate.

Mi è stato riferito che alcune persone hanno fatto difficoltà a capire l’articolo uscito a Ferragosto riguardante il nuovo assetto delle province (e relative elezioni).

Anzitutto bisogna capire che cosa faranno le “nuove” province e chi ci sarà al comando: i compiti rimangono più o meno gli stessi di quelli di prima, vengono poi attribuite alcune piccole competenze a quelle province completamente montane e/o confinanti con stati esteri. La nuova provincia di Pesaro e Urbino sarà composta da un presidente da scegliersi tra i 59 sindaci della provincia e da 12 consiglieri scelti tra sindaci, consiglieri e, solo per questa elezione, dai consiglieri e dagli assessori provinciali uscenti.

CHI VOTA?

La prima risposta è: voi no, a meno che non siate Sindaci o consiglieri di un comune di questa provincia.

QUANTI SONO GLI “ELETTI ELEGGIBILI”?

Il Ministero dell’Interno ha fatto un calcolo degli amministratori “spettanti” ai rispettivi comuni, che per la nostra Provincia è di 722, anche se questo numero è destinato a diminuire con il calcolo effettivo degli eletti, ad esempio Sant’Angelo in Vado, essendo commissariata, non ha né sindaco, né consiglieri, quindi questo numero è destinato a diminuire.

COME SI VOTERA’?

Ci saranno due schede, una dove si vota il presidente, una per il consiglio. Nella prima, il candidato che prende più voti vince. Nella seconda si votano delle liste con i nomi dei candidati a cui si potranno dare la propria preferenza. I seggi si calcolano con il metodo d’Hondt, ciò però non garantisce la vittoria di uno schieramento sull’altro.

Il sindaco che vorrà candidarsi a presidente dovrà raccogliere almeno il 15% delle firme del totale dei consiglieri e sindaci eletti (113 attualmente). Le liste il 5% (38 consiglieri o sindaci).

OGNI VOTO VALE UGUALE?

No. In base a un complesso calcolo partorito dai legislatori, più grande è il comune in termini di abitanti e più vale il voto dei loro sindaci e consiglieri. Bisogna anche dire che il valore dei due comuni più grandi della provincia (Pesaro e Fano) assume una cifra inferiore a quella reale (35% contro il 43,34%).

GLI ELETTI SARANNO PAGATI?

No, tra l’altro molti consiglieri comunali hanno già un gettone di presenza molto basso per il loro incarico in comune (io ho rinunciato anche a questo), non riesco a capire chi avrà voglia di andare a Pesaro gratis.

IN PRATICA COSA CAMBIA?

Che i cittadini non votano più e che la Provincia rimane più o meno quella di prima. Non verranno pagate le giunte e i consiglieri, ma questi enti continueranno a non avere un euro per svolgere le funzioni ad esse assegnate, che potrebbero fare benissimo le regioni.

PERCHE’ LO HANNO FATTO?

E io che ne so? Chiedetelo a Matteo Renzi.

Calma calma calma

Ho già letto post e affermazioni sulla firma dell’accordo sul completamento della E78. Devo invitare tutti alla calma perché questo passo era già previsto da un paio di mesi e perché può significare tutto e può significare nulla (molto più facile la seconda), viste le precedenti esperienze. Non fatevi prendere dall’enfasi della pagina facebook di Spacca e dei commenti dei suoi “sostenitori”. I più attenti avranno già notato come sia facilmente smontabile mettendogli davanti documenti e prove che lo smentiscono (gli ho ricordato la differenza tra project financing e contratto di disponibilità). 

Molti diranno ora: cosa dobbiamo fare? Diciamo che da un certo punto di vista questa firma torna a nostro vantaggio. Perché ora, con il cosiddetto “soggetto appaltante”, possiamo mandare ufficialmente (e di nuovo) la richiesta di accesso agli atti a regione, ministero e Anas (new entry), perché ora c’è una società che gestisce la cosa e alla quale possiamo fare riferimento.

Non penso che sbraitare su internet serva a qualcosa. Serve molto di più spedire raccomandate per richiedere tutta la famosa documentazione di Strabag che da tre anni gira negli uffici di mezza Italia tranne che nelle mani della cittadinanza. Poi vedremo nei documenti se ci sono stati degli studi sui flussi di traffico oppure no, se vi è stato un vero studio di fattibilità oppure no. E alla fine decideremo come e dove agire.

I discorsi lasciamoli a Spacca, noi invece cerchiamo i fatti e i documenti.

Io a breve ricomincerò nuovamente l’iter per chiedere tutta la documentazione. Se qualcuno mi da una mano è ben accetto. 

Ps.: il nome della società costituita da Anas e regioni si chiama Centralia, lo stesso nome di un paese della Pennsylvania dove nel 1962 una ex miniera sotterranea di antracite prese fuoco. Ancora oggi l’incendio sotterraneo è attivo e sembra che per un altro centinaio di anni continuerà a divampare. Insomma, un nome migliore di questo non lo potevano trovare.

Scusate, ma di cosa stiamo parlando?

A parte il fatto che fare una riunione di lunedì mattina a Pesaro sulla E78 Fano-Grosseto significa essere irrispettosi e menefreghisti nei confronti di chi vive nei territori interessati dalla strada, visto che la gente lavora e non può sobbarcarsi un viaggio a Pesaro in un giorno feriale.

Detto questo parliamo delle mirabolanti dichiarazioni del viceministro Riccardo Nencini che dopo un anno si è accorto di essere stato eletto nelle Marche: “La superstrada Fano – Grosseto sarà completata tra il 2020 e il 2021”.

“Domani incontrerò il presidente Anas Pietro Ciucci, un incontro figlio di quello di oggi. – ha anticipato Nencini – Abbiamo gia’ il mandato della Regione Toscana, Marche e Umbria per la sottoscrizione della convenzione per la costituzione di una società di progetto pubblico-privato, in cui Anas deterrà il 55% delle quote”.

E qui l’unica vera notizia è che Anas è riuscita ad ottenere la maggioranza delle quote, partendo praticamente da zero. E si badi bene che questo era l’obbiettivo principale di Anas.

Nell’incontro Spacca ha dichiarato: “Se non vogliamo perdere la possibilità del finanziamento dell’Unione Europea e le manifestazioni di interesse molto corpose che ci sono attorno a questo progetto, uno dei pochi che si stanno realizzando in Italia in questo momento, è necessario costituire la società, avviare il bando per scelta del promotore e la realizzazione del progetto esecutivo nell’ambito del quale si risolveranno anche le questioni territoriali relative al tracciato”

Presidente stia tranquillo. Dall’Europa non arriverà un euro.

Lei l’ha letto il documento approvato dalla UE? Immagino di no. Clicchi qui e cerchi la pagina 196 del documento (non del pdf). La vede quella piccola linea tratteggiata in mezzo di tante altre linee tratteggiate? Quella è la Fano-Grosseto (o quel che ne rimane). Cerchi qualche riferimento all’interno del documento, tanto non troverà nulla. Davvero crede che una strada del comprehensive network verrebbe finanziata?

E le manifestazioni di interesse molto corpose quali sarebbero? C’è stata sempre e solo la Strabag!

Ma per la società non era già tutto pronto? E che fine ha fatto la divisione 50 e 50 della società? E il famoso bando chi lo vincerà visto che c’è solo una società che ha fatto una proposta (e che ha già tutto pronto per quando la società mista Anas-Regioni farà uscire il progetto preliminare, peraltro preparato da Strabag, giusto per ricordarlo). 

E solo durante la realizzazione del progetto esecutivo vorrebbe risolvere le questioni territoriali relative al tracciato? Farlo prima, no? Quanto siamo rompiscatole noi dell’alta val Metauro…

 

Articolo Resto del Carlino 19/03/2014

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Per chi se lo fosse perso il 19 marzo scorso.

Studente d’architettura passa al setaccio i progetti – Tommaso Gentili, 26enne, analizza i documenti
di ANDREA ANGELINI
— MERCATELLO SUL METAURO —
TOMMASO GENTILI non scherza affatto. Consigliere di minoranza di Mercatello sul Metauro, da anni porta avanti una battaglia per la corretta informazione dei cittadini su quanto sta succedendo nella vicenda E78. Con tre ricorsi alla Comunità Europea, Gentili tiene a sgombrare il campo da alcune argomentazioni che a volte vengono usate sulla Fano-Grosseto che ormai hanno perso validità: «Si parla di un esborso pubblico annuale di 294 milioni di euro che frutterebbero al gestore più di 13 miliardi per un periodo di concessione di 45 anni. Sono cifre che fanno parte della relazione fatta dall’architetto Fabrizio Romozzi per conto di Anas. La cifra, 293,58 milioni per la precisione, deriva da un mix di introiti: 99,99 milioni dai presunti pedaggi; 8,59 milioni dai diritti camerali delle Camere di Commercio interessate; 15 dalle fondazioni bancarie; 81 dai proventi delle catture di valore e 89 di contributi statali. Insomma bisognerebbe avere una serie di congiunzioni troppo difficile da realizzarsi e infatti questa ipotesi è decaduta senza essere nemmeno stata considerata molto».
GENTILI, 26 anni, studente di architettura a Firenze, ha una visione tecnica sulla vicenda. E le sue osservazioni non sono mai marginali.
Quali potrebbero essere delle stime veritiere sulle cifre da impiegare per il completamento?
«Al momento le vere cifre sono ancora tenute nascoste, pertanto è bene non parlare più di questi numeri perché fuorvianti e non più attuali. Ma ora è assolutamente necessario avere gli elaborati per comprendere davvero quali siano i reali risparmi economici che avrebbe introdotto Strabag, nonché far vedere alle popolazioni le modifiche fatte al tracciato originario. Proprio per conoscere le vere cifre e vedere gli elaborati progettuali ho passato gli ultimi mesi a preparare richieste di accesso agli atti rispettivamente a Provincia, Regione e Ministero delle Infrastrutture».
E’ riuscito ad avere accesso agli atti pubblici?
«Ho ricevuto solo dinieghi motivati dalle più svariate ragioni dalle prime due amministrazioni:“la società è proprietaria del progetto” oppure “Nessun elaborato progettuale ci è pervenuto in via ufficiale”. Ho fatto tre ricorsi alla Commissione Ambiente dell’Unione Europea: al primo mi hanno detto di no, al secondo mi hanno risposto che non sapevano se il progetto fosse classificabile come “informazione ambientale” — se non lo sanno loro, chi dovrebbe saperlo? — e il terzo ha avuto la medesima risposta del secondo. Strano, prima dicono di no e poi dicono di non essere competenti. Contro il Ministero delle Infrastrutture ho fatto ricorso alla Commissione per l’accesso agli atti presso la Presidenza del Consiglio che è stato discusso il 18 marzo, ma del quale non ho ancora ricevuto la risposta».
Quali saranno i prossimi passi della sua battaglia?
«Dopo l’accordo Regioni-Anas ricomincerò l’iter dei ricorsi, poiché la nuova società costituitasi sarà il “soggetto appaltante” che, facendo proprio il progetto di Strabag, presenterà la proposta al Ministero. La mancata esistenza di questo soggetto era, per chiunque avesse fatto ricorso, un motivo ostativo per l’ottenimento dei documenti. Dalla Struttura Tecnica di Missione, un ufficio del Ministero, mi fecero notare che nessuna documentazione sarebbe stata ufficiale senza la presenza di questo soggetto, cosa che ho naturalmente contestato poiché ho sempre ritenuto che quei progetti una volta arrivati al Ministero avrebbero automaticamente acquisito lo status di ufficialità».
Come giudica i passi che sta facendo la politica rispetto a completamento della Fano-Grosseto?
«Sto quasi prendendo gusto a fare il resoconto delle dichiarazioni e delle opinioni dei politici sulla E78, ma francamente mi interessano poco. A me servono dati, cifre e documenti. E mi stupisco quando ancora sento parlare di autostrada da Spacca, Ricci e Galuzzi: è vero che la strada sarebbe a pagamento, ma mica tutte le strade a pagamento sono autostrade. Il progetto prevede una strada extraurbana principale (superstrada), ma i pedaggi saranno da autostrada. Non ci credono? Che telefonino al Ministero. Ma soprattutto perché nessun ente rende pubblici i progetti? Almeno qualche politico non sarebbe costretto a dover smentire il numero delle corsie o l’altezza dei viadotti. Ci vuole tanto a prendere la valigetta con tutti gli elaborati progettuali e a farli vedere ai miei concittadini e a quelli degli altri comuni interessati dalle famose varianti Strabag? Cosa c’è da nascondere?».
L’inserimento della E78 nelle reti di trasporto trans-europee potrebbe spingere in qualche modo verso una realizzazione dell’opera?
«Dall’Europa non arriverà un euro perché la strada è stata compresa nel comprehensive network (infrastrutture di 2°livello) anziché nel core network (1° livello). Nel documento di 330 pagine approvato nel novembre scorso appare solo un’immagine con una piccolissima strada tratteggiata, la E78 peraltro non viene nemmeno citata».
Tracciato nuovo o tracciato vecchio, quale dei due vede nel futuro della vallata del Metauro?
«A sentire le ultime dichiarazioni di Massimo Galuzzi c’è la volontà della Provincia di chiedere il rispetto del tracciato originario. Ne prendo atto, ma mi chiedo se l’assessore sa che con il cosiddetto “contratto di disponibilità” la Strabag potrà fare ciò che vuole ai sensi del comma 5 dell’art. 160-ter del decreto legislativo 163/2006 che recita: “l’affidatario ha la facoltà di introdurre le eventuali varianti finalizzate ad una maggiore economicità di costruzione o gestione”. E noi a Mercatello dovremmo stare tranquilli?».