Fano-Grosseto: un sunto della situazione

Giovedì 20 ottobre a Sant’Angelo in Vado si è svolto l’ennesimo incontro che fa il punto della situazione sulla famosa, si fa per dire, Fano-Grosseto. Nella locandina era scritto “Facciamo il punto su la strada del tartufo (sic).  Non era previsto dibattito, né domande agli ospiti intervenuti.

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Se qualcuno si aspettava il pienone come l’incontro del gennaio scorso, si è sbagliato di grosso, come dimostra la foto sotto.

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Per gentile concessione di Andrea Angelini

Per quanto riguarda i contenuti, non mi va di farla lunga e vado dritto al punto: forse sarebbe bastato far fare un comunicato stampa congiunto da regione Marche e Ministero delle Infrastrutture perché le informazioni  date sono state discretamente importanti, ma hanno colpito per la loro esiguità rispetto alla mole di discorsi sentiti giovedì.

In ordine cronologico gli interventi a mio avviso utili e degni di nota sono stati:

  • Pierantoni (Unione Montana), che ha letto un intervento condiviso da tutti i sindaci dell’Unione dove, tra le altre cose, si sottolineava che la nuova strada non dovrà avere ulteriori impatti ambientali e che dovrà agevolare, non congestionare, i trasporti nell’alta val Metauro. Inoltre si richiedevano la quantificazione delle risorse finanziarie, nonché le tempistiche.
  • Biancani (Consigliere regionale con incarico per la E78), che ha detto un paio di cose davvero interessanti, ovvero che lo studio di fattibilità dovrebbe essere pronto tra dicembre e gennaio e che la progettazione sul lato marchigiano è affidata all’Anas di Ancona, mentre il tratto umbro è affidato al compartimento nazionale Anas di Roma. Il perché di questa differenza non è stato detto, ma se venisse comunicato (magari dall’Anas stessa) sarebbe cosa molto positiva.
  • Nencini (Viceministro Infrastrutture), il quale ha affermato (riprendendo il comunicato ufficiale) che “Il Lotto 2 tra Parnacciano (Comune di San Giustino) e la Guinza vale 60 milioni di euro, è già in progettazione ed andrà in appalto tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018; nel Lotto 3, Guinza-Mercatello ovest i lavori sono già ultimanti; il Lotto 4 Mercatello ovest-Mercatello est, il cui costo è di 40 milioni è in progettazione ed andrà in appaltabilità tra il 2017 e il 2018. L’ultimo tratto, la Variante di Urbania, il cui costo è di 130 milioni di euro, sarà appaltato entro il 2020”. Ulteriori buone notizie arrivano poi per quanto riguarda la Galleria della Guinza “che – spiega Nencini – sarà riutilizzata probabilmente fin da subito in doppia direzione (è attesa a giorni la risposta di Anas in merito). Ulteriori piccole varianti per quanto riguarda Mercatello sul Metauro e Canavaccio sono al vaglio dei tecnici. Abbiamo mantenuto l’impegno – ha concluso il vice ministro Nencini – questa è una strada di rilevanza nazionale, al pari delle grandi arterie del nord Italia”.

Serve fare una piccola precisazione per capire le varie suddivisioni di questa strada (e quindi per comprendere meglio le parole di Nencini).  La E78 è divisa in tratti, che sono sei in totale, che a loro volta sono suddivisi in lotti. I tratti compresi nelle Marche sono il quinto e il sesto; quest’ultimo è completato poiché è quello che va da S. Stefano di Gaifa a Fano. Il quinto invece è quello che ci interessa ed è suddiviso a sua volta in dieci lotti, il 1° è in Umbria (ci torniamo dopo), il 2° è il tunnel della Guinza, gli altri otto sono tutti nell’alta val Metauro.

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I lotti originari della E78. Non guardate la legenda perché ovviamente non è più attuale. Questo grafico proviene dal sito della Provincia di Pesaro – Urbino.

Riflessioni ed analisi

Ora, analizzando quanto affermato sopra, provo a fare qualche ragionamento. Sappiate già che sarò lungo, mi dispiace.

Anzitutto esistono interventi finanziati dal Piano Pluriennale 2016-2020, prendiamone atto tutti. I soldi attualmente disponibili nelle Marche sono quantificabili in 230 milioni di euro (ma nel gennaio scorso sembravano essere di più).

Parlando di quanto detto dal viceministro Nencini occorre dire che non ha detto nulla di nuovo. Come – direte voi – ma ha detto in quali lotti andranno i soldi! Verissimo, ma dovete sapere che questi dati erano disponibili già ad agosto nel sito di Anas.

Pertanto i lotti marchigiani finanziati saranno:

  • Il 2° che è esattamente il traforo della Guinza (e non Parnacciano-Guinza come affermato dal viceministro, anche perché un tratto del genere non avrebbe senso). Verranno stanziati 60 milioni per interventi di completamento (in corso di progettazione) a 2 corsie della galleria della Guinza, singolo fornice già realizzato di lunghezza pari a circa 6 km, situata lungo l’itinerario della E78 a cavallo tra le Regioni Umbria e Marche; opere di finitura ed impianti per la messa in sicurezza e l’apertura al traffico della galleria.  Questo lotto, come il 4°, verrà appaltato secondo quanto detto da Nencini tra fine 2017 e inizio 2018.
  • Considerato che il 3° lotto secondo Anas è terminato, un altro lotto finanziato sarà il 4°, che ovviamente si ricollegherà alla strada statale 73 bis fuori Mercatello e non continuerà in una strada ex novo come inizialmente previsto nel progetto originario (quello degli anni ’80, per intendersi).  Costerà 40 milioni e prevede di bypassare a sud il paese con una galleria abbastanza lunga da non dover creare problemi al centro abitato; in tal senso il comune di Mercatello ha già fatto una proposta ad Anas tramite l’ingegnere Alberto Paccapelo, che già si occupò del progetto definitivo elaborato dalla Provincia diversi anni fa. Leggendo quanto indicato da Anas, questo lotto avrà lunghezza di due chilometri. Il mio dubbio è questo: è sufficiente un percorso di due chilometri per consentire un rispettoso attraversamento del centro abitato di Mercatello sul Metauro? Lo scrivo senza intenti polemici, ma vuole essere una osservazione di tipo meramente tecnico.

Parlando invece del 1° lotto, ovvero quello in Umbria che vi avevo anticipato prima, si tratta della parte di strada che va dall’uscita della Guinza alla superstrada E45. È lungo 10 chilometri ed è finanziato nel Piano pluriennale 2016-2020 con la cifra di 100 milioni. Di questo tratto Nencini non ha detto parola, sebbene sia un tratto fondamentale per il completamento della strada.

Leggendo quanto scritto da Anas ci si pone un’ importante questione. Il lotto 3 è terminato e non in esercizio in quanto la funzionalità dello stralcio è subordinata alla esecuzione e alla messa in esercizio dei lotti 1 e 2. Vuol dire che il 3 non si potrà usare se non saranno aperti i primi due. Idem per il lotto 4 con i lotti 1,2 e 3. Però non si capisce quale dovrebbe essere il destino dei lotti 1 e 2 una volta completati. Il lotto 2 (la galleria) si potrà aprire anche senza il completamento del lotto 1? A quanto appare dalle dichiarazioni fatte da Nencini (vedasi sopra) sembra di sì, ma frenate tutti i facili entusiasmi: se l’appalto del lotto 2 non parte prima della fine del 2017, passerà ancora un bel po’ di tempo prima dell’apertura. Poi sull’opportunità di farlo o meno, il dibattito fatelo voi che io ho altro a cui pensare.

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E qui si ripropone la questione della strada provinciale 20 in Umbria. Come si attraversa Renzetti se il lotto 2 viene aperto prima del lotto 1?

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Una curva (strettissima) a Renzetti

Torniamo subito nel versante marchigiano.  Di fatto i lotti dal numero 5 al numero 10 sembrerebbero non esistere più e infatti Anas sembra considerarle un tutt’uno col nome di “variante di Urbania”, così come Nencini. La variante di Urbania è il nome dato ad una nuova circonvallazione che passerà a sud del centro durantino e molto probabilmente il tracciato sarà quello che vedete qui sotto. Costerà 130 milioni di euro e sarà appaltato entro il 2020.

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Reperto della serata di gennaio. Più o meno la variante dovrebbe essere questa, anche se qui sono indicati 5,5 km e Anas dice che sono 5.

Sopra ho usato il condizionale, perché in realtà leggendo quanto scritto da Anas, nei comuni di S.Angelo, Urbania, Fermignano e Urbino è prevista una spesa complessiva di 372 milioni di euro dai quali detrarre i 130 previsti per la variante. Nulla si sa dei restanti 242 milioni perché il piano pluriennale 2016-2020 si è fermato al finanziamento del passante di Urbania. Tradotto in parole povere: fino al 2020 di altri investimenti  per questi comuni non se ne parlerà nemmeno.

Io continuo con le riflessioni, ma voglio partire da lontano. Esattamente dall’8 gennaio scorso, dove l’ingegnere Nicola Dinnella snocciolava i dati della “nuova” E78 ad una sola corsia per senso di marcia. Mi ricordo di questa slide

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Prima osservazione: il costo del tratto tra E45 e imbocco umbro della Guinza a gennaio era di 185 milioni di euro. Perché lo stesso tratto, con la medesima larghezza, oggi dovrebbe costare solo 100 milioni, ovvero 85 milioni in meno?

Seconda osservazione: ora la messa in sicurezza della Guinza costa 60 milioni al posto dei 380 che si stimavano a gennaio perché alcuni, all’epoca, volevano il raddoppio della galleria. Al netto delle volontà politiche, di cui mi interessa relativamente, dove sono andati i restanti 320 milioni da investire?

Terza osservazione: dalla galleria della Guinza (tunnel escluso) scendendo verso S.Stefano di Gaifa erano previsti 280 milioni, ora sono solo 170 per le varianti di Mercatello (40) e Urbania (130). E’ vero anche che Anas per i lotti dalla Guinza in giù, ha previsto 412 milioni totali (comprendenti i 170 stanziati dal Piano Pluriennale 2016-2020). Ma allora perché prima erano 280 e ora 412 (anche se allo stato attuale ne sono disponibili 170)? Quali sarebbero i famosi interventi nei comuni di S. Angelo in Vado, Urbino, Urbania e Fermignano? Perché limitarsi a scrivere che “E’ in corso uno studio per completare l’adeguamento a 2 corsie della E78 nel tratto in esame, con ottimizzazioni / semplificazioni degli interventi originariamente previsti, al fine di pervenire ad una sensibile riduzione dei costi.”  Non si potrebbe essere un po’ più specifici, vista la delicatezza dell’argomento?

Quarta osservazione: Nencini parla di ulteriori piccole varianti per quanto riguarda Mercatello sul Metauro e Canavaccio che sono al vaglio dei tecnici. Per Mercatello la questione è allontanare il più possibile il passaggio della strada dal centro abitato. Per Canavaccio, invece sarebbe la famosa circonvallazione tanto aspettata, che doveva essere la prima opera cantierabile e invece al momento non ha ricevuto finanziamenti.

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Per chi non l’avesse ancora capito, si sta parlando di questa parte di E78

Quinta osservazione: al netto dei futuri interventi non ancora finanziati dal Programma Pluriennale 2016-2020, non è dato sapersi degli attraversamenti dei centri abitati nei comuni di Sant’Angelo in Vado e Fermignano. Probabilmente non ci sarà nulla di concreto prima di qualche anno (ma è una mia supposizione in cerca di smentite), intanto a Fermignano cercano di vederci chiaro.

Sesta osservazione: il traffico. Qualcuno potrebbe scherzarci su, ma la situazione è molto seria. Durante i giorni lavorativi viaggiare tra S.Angelo e Fermignano è una vera e propria impresa; anche nei festivi durante alcuni eventi, la situazione si complica. Il perché è semplice da capire: unica strada di collegamento della vallata, alto numero di curve, difficoltà di sorpasso, passaggi all’interno dei centri urbani, riversamento di ogni tipologia di veicolo (autobus, autocarri, autotreni, trattori, ape, scooter, biciclette ecc.). Con l’apertura del traforo, qualcuno sa dire di quanto aumenterebbero il numero di veicoli che transiterebbero sulla SS 73 bis? E quelli attuali, quanti sono? La richiesta di agevolare e non congestionare i trasporti nell’alta val Metauro, fatta dai sindaci, che fine farà? 

Settima osservazione: riprendendo le parole di cui sopra, Biancani ha dichiarato che lo studio di fattibilità dovrebbe essere pronto tra dicembre e gennaio. Lo studio di fattibilità non esiste più. Era un livello di progettazione previsto nel vecchio codice degli appalti, che prevedeva poi la progettazione preliminare, la progettazione definitiva e la progettazione esecutiva. Il nuovo Codice (D. Lgs 50/2016) all’articolo 23 prevede il progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto definitivo ed il progetto esecutivo; è stato tolto un livello di progettazione. Quindi: se lo studio di fattibilità di cui si parla fosse in realtà un progetto di fattibilità tecnica ed economica, allora sarebbe cosa buona poiché staremmo parlando di qualcosa di avviato verso il procedimento giusto, altrimenti no. Se poi in un anno si riuscisse ad elaborare il progetto definitivo ed esecutivo, ancora meglio, diversamente i tempi rischierebbero di dilatarsi.

Un altro paio di considerazioni (e poi basta)

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“progetto integrale”

A sembrare da come parli il viceministro, sembra che l’entusiasmo sia alle stelle. E sappiamo tutti che non è così.

Per quanto riguarda la definizione “strada del tartufo” la ritengo non attuabile, perché:

  • Anzitutto quella strada ha già diversi nomi. Quelli ufficiali sono Strada Europea E78, che è pure la classificazione europea, e Strada di Grande Comunicazione Grosseto-Fano. Quello non ufficiale invece è strada dei Due Mari (qualcuno scherzosamente l’aveva ribattezzata dei Due Mai). Visto oltretutto che la strada a due corsie finisce nell’E45 come la SS 73 bis, tanto varrebbe continuare a chiamarla come quest’ultima.
  • Lungo il percorso marchigiano della Fano-Grosseto c’è un solo comune che ospita eventi legati al tartufo ed è S.Angelo in Vado. In Umbria c’è Città di Castello che ha una mostra mercato nazionale, ma la strada passerebbe solo in un piccolo tratto, lontano dai centri abitati del comune tifernate. Troppo poco francamente. E poi perché un comune dovrebbe arrogarsi il nome di questa infrastruttura, senza che nemmeno vi sia stato costruito un metro di quella strada all’interno del proprio territorio? Tra l’altro, guardando su internet, si possono scoprire che esistono già diverse strade del tartufo: quella mantovana, quella in provincia di Rieti (in accoppiata con la castagna) e quella nel basso Piemonte.

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