Alcune cifre sulla fusione Pesaro-Mombaroccio, una precisazione da un sostenitore del Comitato del Si

Mi scrive su Facebook Mario Ferri, sostenitore del Si alla fusione tra i comuni di Pesaro e Mombaroccio, riporto il suo testo:

Buon pomeriggio. Ho visto un suo post (che non riesco più a ritrovare) nel quale chiedeva delucidazioni sulle cifre date dal Sindaco di Pesaro Matteo Ricci in occasione della firma del protocollo d’intesa del 6 aprile scorso. Il conteggio è presto chiarito. L’impegno di Pesaro nei confronti di Mombaroccio è pari a 5 milioni nei primi tre anni per investimenti, più il 20% dell’incentivo statale decennale. Questo è vero che è passato dal 20 al 40% della somma dei conferimenti del 2010, ma con un tetto massimo, che a sua volta è passato da 1,5 milioni di Euro l’anno e 2 milioni di Euro l’anno. Poiché per l’erogazione dei 5 milioni iniziali verrà utilizzato l’intero contributo statale nei primi tre anni, il 20% di 20 milioni, pari a Euro 400.000, sarà erogato nei successivi sette anni e la rata annuale, arrotondata per difetto, è pari a 570.000 Euro. Quanto all’interrogativo sulla futura capienza del conto per i contributi alle fusioni, il dubbio è legittimo ed è un motivo in più per sbrigarsi e correre a votare sì il 17 aprile!

Quindi ricapitolando e facendo un rapido calcolo:

5 milioni nei primi tre anni e il 20% calcolato su base decennale (ovvero 400.000 x 10 anni  quindi 4 milioni) che verrebbero stanziati per Mombaroccio nei successivi sette anni. La cifra precisa è 4.000.000/7 = 571.428,57 euro all’anno.

In totale quindi, dei 20 milioni totali, 9 sarebbero di Mombaroccio e 11 di Pesaro.

P.S. Non sono io che devo andare a votare si o no per la fusione il 17 aprile, ma quando si scrive: “Nei primi tre anni corrisponderanno all’intero ammontare del contributo statale decennale, previsto dalla legge sulle fusioni, fino alla concorrenza dell’importo complessivo di cinque milioni. Più il 20 per cento nei sette anni successivi (la stima è di 570mila euro all’anno per sette anni)” , uno il 20% lo interpreta ai soli sette anni rimanenti e fa il calcolo su quelli.